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Archive for the ‘senza categoria’ Category

champagneGiovedì sera incontro conviviale per festeggiare in allegria le feste ormai imminenti, chi vuole portare una fetta di panettone o pandoro è autorizzato e nessuno protesterà se le signore metteranno un filo di profumo. Tre bollicine dunque, una volta tanto da bere in compagnia più che da degustare, ma non per questo tre bollicine qualsiasi. Anzi. Anzi. Anzi. Tre volte, perché tre sono le principali tipologie italiane di vinum bullulatum, il metodo classico, lo charmat spumante e il dolce mosso, ma soprattutto perché tre sono, nella mia mente, le etichette ai vertici assoluti di ognuna di esse, ed eccole qui tutte e tre in una volta sola. Piccole grandi delizie: un grandissimo Metodo Classico di raffinatezza e complessità che non teme alcun paragone, un Prosecco teso e asciutto, cremoso e dettagliato come è difficile immaginare che un Prosecco possa essere, un Moscato che esce un anno dopo, capace di invecchiamenti fenomenali, di levatura semplicemente superiore.

Metodo Classico
Verdicchio dei Castelli di Jesi M.C. Ubaldo Rosi 2004 – Colonnara

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Metodo Charmat
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Vecchie Viti 2014 – Ruggeri

ruggeri

Mosso Dolce
Moscato d’Asti DOCG d’Autunno 2014 – Saracco

saracco

 

Giovedì 22 dicembre, sempre in Piazza della Motta, sempre alle nove di sera.

Per farmi sapere che verrete a festeggiare potete lasciare una riga qui oppure scrivere a ilgustodelvino@email.it, come al solito.

A presto

Rossano

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Read Full Post »

costit-italiana-1Durante l’ultima degustazione di giovedì scorso dedicata ai vini di Valtellina e poi ampliata al tema dei Nebbiolo delle valli alpine con l’aggiunta di una bottiglia di Donnas 2012, evidentemente in preda ai fumi alcolici inflitti dai 15 gradi dello Sforzato di Rainoldi, scherzosamente ho promesso che se domenica avesse vinto il no avrei offerto una bottiglia di Barolo del 1964. Io in realtà puntavo ad avere una qualche scusa per mettere mano allo scaffale delle bottiglie over 50, domenica è andata come è andata, ed eccoci qui…

Dopo il tentativo di settimana scorsa, concomitante con ponte dell’Immacolata, riproviamo a trovarci la sera di giovedì 15, intorno a questa bella bottiglia di Barolo 1964 degli Antichi Poderi dei Marchesi di Barolo già Opera Pia Barolo. Per non lasciarla sola ho raccolto altri tre grandi vini rossi d’Italia, uno per ognuna delle altre aree del paese, centro, sud e isole: un vino toscano, un vino lucano, un vino siciliano. Ci aspetta senza dubbio una bella serata.

 

barolo

Il Barolo DOC 1964 dei Marchesi di Barolo è una pietra miliare dell’enologia italiana, e ancora dopo tanti anni le bottiglie che hanno incontrato un buon tappo continuano a dare soddisfazioni di rara levatura e finezza, come sanno fare solo i cavalli di razza autentica.

Il Chianti Classico Riserva 2008 di Poggio Amorelli è un Chianti contemporaneo di particolare equilibrio compositivo, ricco nella materia senza incedere in fittezze inappropriate, cesellato senza scadere nei manierismi stilistici, ampio senza perdere precisione. Un bel vino, si potrebbe dire con parole comuni.

L’Aglianico del Vulture 2011 di D’Angelo è un campione esemplare del carattere fiero e profondo della terra vulcanica da cui nasce, della roca potenza dell’Aglianico, del cuore grande della gente orgogliosa che si ostina a dargli forma ogni anno. Un incontro che non si può mancare.

Il Sicilia IGT Nero d’Avola 2003 Neromaccarj di Gulfi è uno dei più grandi Nero d’Avola mai prodotti, figlio di un’annata infuocata dal sole, giunto alla sua piena maturità, pronto a raccontare le storie torride e suggestive del Mediterraneo più profondo.

 

Vi aspetto giovedì 15 dicembre al numero 4 di Piazza della Motta, nel salone auditorio dell’ex Liceo Musicale, alle ore 21:00.

Per segnalare l’adesioni a questa serata, come sempre aperta a tutti e non solo ai frequentatori dei corsi, potete lasciare una riga qui oppure scrivere a ilgustodelvino@email.it

A presto

Rossano

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La Valtellina è uno dei tre soli terroir valtellina-arpepeeletti a sua privilegiata dimora dal re dei vitigni a bacca nera, il Nebbiolo. Le Langhe, cuore della produzione odierna che culmina con le due celebri denominazioni di Barolo e Barbaresco, sono la zona oggi la zona certamente più famosa. L’Alto Piemonte, oggi ristretto ad un numero limitato di ettari e di aziende distribuite su un areale piuttosto vasto, è disseminato di preziose denominazioni fra le quali spicca quella di Gattinara, ritenuta fino alla prima metà del secolo scorso di pari statura in tutto a quella di Barolo, e anche oggi stimata dagli appassionati più attenti non da meno quanto a vette qualitative assolute. La Valtellina, segnata dal territorio montano più impervio (altro…)

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Quello che vedete qui a fianco e uno dei francobolli dedicati alle eccelprimitivo.jpglenze del Made in Italy, fra le quali il vino spicca per distinzione qualitativa e dinamicità sui mercati di tutto il mondo. Fra i grandi vini italiani il Pirmitivo sta acquisendo sempre più il ruolo di vitigno di primo piano, dopo lunghi anni in cui veniva considerato più macchina da grado alcolico che vitigno di personalità e carattere. In effetti la ricchezza zuccherina degli acini di Primitivo è fenomenale, al punto da avere dato vita ad una tipologia, quella del Dolce Naturale a cui è dedicato anche il francobollo, che ben pochi altri vitigni sono in grado di sostenere. Si tratta infatti di un vino in grado di raggiungere livelli zuccherini altissimi in combinazione con gradi alcolici svolti assai importanti anche senza la pratica del rinforzo attraverso l’addizione di distillati, propria dei vini liquorosi. Tuttavia la vera marcia in più il Primitivo la sfodera non in questa ben conosciuta esuberanza produttiva, bensì nella delineazione di un tipo di vino rosso secco unico per vivacità delle note aromatiche, capaci di alternare il frutto rosso più acceso e sgargiante a sfumature terziarie raffinate e nitide, capaci di conferire ai migliori Primitivo complessità e autorevolezza inaspettate.

Dunque andremo ad assaggiare tre Primitivo secchi ed uno Dolce, andando a toccare le tre zone principali di produzione, Manduria, Gioia del Colle e il Falerno:

Primitivo di Manduria DOC 2011 – Attanasio

Gioa del Colle DOC Primitivo “14” 2014 – Polvanera

Falerno del Massico DOC Rosso “Campantuono” 2006 – Papa

Campania IGT Primitivo “Fastignano” 2008 – Papa

Vi aspetto giovedì 24 novembre al numero 4 di Piazza della Motta, nel salone auditorio dell’ex Liceo Musicale, alle ore 21:00.

Per segnalare le adesioni sia alle singole serate sia all’intero ciclo, come sempre aperte a tutti e non solo ai frequentatori dei corsi, potete lasciare una riga qui oppure scrivere a ilgustodelvino@email.it

A presto

Rossano

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                                                      Matrix Reloaded                            Il Merovingio degusta Haut Brion 1952

Giovedì scorso eravamo solo in sei, purtroppo il sistema di diffusione delle e-mail non ha funzionato a dovere e ha raggiunto solo una piccolissima parte dei destinatari. Mi scuso per l’inconveniente e spero che non debba presentarsi di nuovo in futuro. Dunque la prima degustazione dell’anno è andata in scena a ranghi ridotti, dei partecipanti quindi anche dei vini degustati. Dei quattro Cabernet Sauvignon previsti abbiamo così stappato (altro…)

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bicchieeeeeeeeeeriDopo una pausa piuttosto lunga e approfittando del inizio di inverno più mite che si ricordi, riprendono le serate del giovedì in compagnia del grande vino nella storica sede di Piazza della Motta, nel cuore di Varese. L’ultimo corso autunnale appena concluso, particolarmente numeroso con quasi quaranta partecipanti, raccoglie il testimone ormai lungamente sospeso dell’ultima degustazione annunciata su questo blog, quella dedicata ai Cabernet Sauvignon del mondo, e come tradizione l’invito è esteso a tutti gli amici dei vecchi corsi e a tutte le persone che, anche del tutto inesperte delle cose della degustazione, scoprano di avere la curiosità di conoscere più da vicino la voce che parla da dentro i calici del vino.

Questo primo ciclo della nuova stagione, sempre composto da tre serate a tema, spazierà davvero in ogni dove. Dalla Francia bordolese da cui proviene il Cabernet Sauvignon (altro…)

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vignetopugliaLa Puglia è una lunghissima striscia di terra, da Vieste punta estrema del Gargano fino a Santa Maria di Leuca che divide lo Ionio dall’Adriatico corrono circa 400 chilometri, per lo più pianeggianti, segnati in maniera più incisiva dalle mutazioni sotterranee della geologia che da quelle di norma più vistose dei rilievi e dei fiumi. Terra antica e complessa, stratificata, cerniera storica fra l’oriente e il mondo latino, si divide convenzionalmente in tre aree (altro…)

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