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Archive for the ‘senza categoria’ Category

FIVILa FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, è oggi la maggiore associazione di piccoli produttori d’Italia, che raccoglie cantine di ogni regione fra le quali è sempre divertente cercare novità e denominazioni poco frequentate. La FIVI organizza un evento annuale a Piacenza che sta crescendo regolarmente e quest’anno ha raccolto oltre 600 espositori, a cui avrei voluto dedicare due giorni di lavoro, idea a cui purtroppo ho dovuto rinunciare optando per la sola giornata di domenica, comunque fruttuosa di incontri, dialoghi, assaggi e nuove etichette. Sono tornato a casa con un elenco piuttosto nutrito di produttori da richiamare, e un pugno di bottiglie (altro…)

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89163131-e1da-45db-8f55-26feb9946116Dopo la bella serata di giovedì scorso dedicata a quattro vini di particolare e distinta personalità, tre dei quali eccezionali interpreti del carattere nobile del Nebbiolo, rimaniamo in Piemonte e insistiamo sul Nebbiolo, riproponendo lo schema di giovedì scorso, ma a canone inverso: un vino di Langa, gli altri tre dell’Alto Piemonte.

Il Nebbiolo di Langa sarà il Barbaresco “Roccalini” 2014 di Mainerdo, di cui giovedì scorso abbiamo potuto assaggiare un buonissimo Nebbiolo d’Alba, lo “Sgnuret” 2016, interprete di straordinaria purezza sia stilistica sia enologica del Nebbiolo giovane di stampo tradizionale, quasi arcaico. Con questo Barbaresco si mantiene l’impostazione stilistica e aumentano la struttura e la complessità. Sono curiosissimo (altro…)

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The_Hand_of_God_from_Sant_Climent_de_Taüll - Deus absconditusAbsconditus in latino significa nascosto, ma in un senso metafisico. E’ ciò che non si trova perché non vuole e non deve farsi trovare, per permetterci di continuare a cercare. Per consentirci di non arrendersi alla finitezza dell’esistente, per non essere vittime della conoscenza perfetta e completa, quella da cui nasce la noia del secolo dei lumi, la morte della fantasia, la sparizione della possibilità.

Questo è un rischio che con il vino non si può correre, e in questo risiede parte della sua facoltà di attraversare i secoli conservando intatto il suo potere di attrazione e coinvolgimento.

Ad ogni vendemmia la vigna aggiunge uno strato alla memoria della terra, la cantina (altro…)

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champagneGiovedì sera incontro conviviale per festeggiare in allegria le feste ormai imminenti, chi vuole portare una fetta di panettone o pandoro è autorizzato e nessuno protesterà se le signore metteranno un filo di profumo. Tre bollicine dunque, una volta tanto da bere in compagnia più che da degustare, ma non per questo tre bollicine qualsiasi. Anzi. Anzi. Anzi. Tre volte, perché tre sono le principali tipologie italiane di vinum bullulatum, il metodo classico, lo charmat spumante e il dolce mosso, ma soprattutto perché tre sono, nella mia mente, le etichette ai vertici assoluti di ognuna di esse, ed eccole qui tutte e tre (altro…)

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costit-italiana-1Durante l’ultima degustazione di giovedì scorso dedicata ai vini di Valtellina e poi ampliata al tema dei Nebbiolo delle valli alpine con l’aggiunta di una bottiglia di Donnas 2012, evidentemente in preda ai fumi alcolici inflitti dai 15 gradi dello Sforzato di Rainoldi, scherzosamente ho promesso che se domenica avesse vinto il no avrei offerto una bottiglia di Barolo del 1964. Io in realtà puntavo ad avere una qualche scusa per mettere mano allo scaffale delle bottiglie over 50, domenica è andata come è andata, ed eccoci qui… (altro…)

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La Valtellina è uno dei tre soli terroir eletti a sua privilegiata dimora dal re dei vitigni abacca nera, il Nebbiolo. Le Langhe, cuore della produzione odierna che culmina con le due celebri denominazioni di Barolo e Barbaresco, sono la zona oggi la zona certamente più famosa. L’Alto Piemonte, oggi ristretto ad un numero limitato di ettari e di aziende distribuite su un areale piuttosto vasto, è disseminato di preziose denominazioni fra le quali spicca quella di Gattinara, ritenuta fino alla prima metà del secolo scorso di pari statura in tutto a quella di Barolo, e anche oggi stimata dagli appassionati più attenti non da meno quanto a vette qualitative assolute. La Valtellina, segnata dal territorio montano più impervio (altro…)

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primitivo.jpgQuello che vedete qui a fianco e uno dei francobolli dedicati alle eccellenze del Made in Italy, fra le quali il vino spicca per distinzione qualitativa e dinamicità sui mercati di tutto il mondo. Fra i grandi vini italiani il Primitivo sta acquisendo sempre più il ruolo di vitigno di primo piano, dopo lunghi anni in cui veniva considerato più macchina da grado alcolico che vitigno di personalità e carattere. In effetti la ricchezza zuccherina degli acini di Primitivo è fenomenale, al punto da avere dato vita ad una tipologia, quella del Dolce Naturale a cui è dedicato anche il francobollo, che ben pochi altri vitigni sono in grado di sostenere. Si tratta infatti di un vino in grado di raggiungere livelli zuccherini altissimi (altro…)

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