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Archive for dicembre 2016

champagneGiovedì sera incontro conviviale per festeggiare in allegria le feste ormai imminenti, chi vuole portare una fetta di panettone o pandoro è autorizzato e nessuno protesterà se le signore metteranno un filo di profumo. Tre bollicine dunque, una volta tanto da bere in compagnia più che da degustare, ma non per questo tre bollicine qualsiasi. Anzi. Anzi. Anzi. Tre volte, perché tre sono le principali tipologie italiane di vinum bullulatum, il metodo classico, lo charmat spumante e il dolce mosso, ma soprattutto perché tre sono, nella mia mente, le etichette ai vertici assoluti di ognuna di esse, ed eccole qui tutte e tre in una volta sola. Piccole grandi delizie: un grandissimo Metodo Classico di raffinatezza e complessità che non teme alcun paragone, un Prosecco teso e asciutto, cremoso e dettagliato come è difficile immaginare che un Prosecco possa essere, un Moscato che esce un anno dopo, capace di invecchiamenti fenomenali, di levatura semplicemente superiore.

Metodo Classico
Verdicchio dei Castelli di Jesi M.C. Ubaldo Rosi 2004 – Colonnara

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Metodo Charmat
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Vecchie Viti 2014 – Ruggeri

ruggeri

Mosso Dolce
Moscato d’Asti DOCG d’Autunno 2014 – Saracco

saracco

 

Giovedì 22 dicembre, sempre in Piazza della Motta, sempre alle nove di sera.

Per farmi sapere che verrete a festeggiare potete lasciare una riga qui oppure scrivere a ilgustodelvino@email.it, come al solito.

A presto

Rossano

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costit-italiana-1Durante l’ultima degustazione di giovedì scorso dedicata ai vini di Valtellina e poi ampliata al tema dei Nebbiolo delle valli alpine con l’aggiunta di una bottiglia di Donnas 2012, evidentemente in preda ai fumi alcolici inflitti dai 15 gradi dello Sforzato di Rainoldi, scherzosamente ho promesso che se domenica avesse vinto il no avrei offerto una bottiglia di Barolo del 1964. Io in realtà puntavo ad avere una qualche scusa per mettere mano allo scaffale delle bottiglie over 50, domenica è andata come è andata, ed eccoci qui…

Dopo il tentativo di settimana scorsa, concomitante con ponte dell’Immacolata, riproviamo a trovarci la sera di giovedì 15, intorno a questa bella bottiglia di Barolo 1964 degli Antichi Poderi dei Marchesi di Barolo già Opera Pia Barolo. Per non lasciarla sola ho raccolto altri tre grandi vini rossi d’Italia, uno per ognuna delle altre aree del paese, centro, sud e isole: un vino toscano, un vino lucano, un vino siciliano. Ci aspetta senza dubbio una bella serata.

 

barolo

Il Barolo DOC 1964 dei Marchesi di Barolo è una pietra miliare dell’enologia italiana, e ancora dopo tanti anni le bottiglie che hanno incontrato un buon tappo continuano a dare soddisfazioni di rara levatura e finezza, come sanno fare solo i cavalli di razza autentica.

Il Chianti Classico Riserva 2008 di Poggio Amorelli è un Chianti contemporaneo di particolare equilibrio compositivo, ricco nella materia senza incedere in fittezze inappropriate, cesellato senza scadere nei manierismi stilistici, ampio senza perdere precisione. Un bel vino, si potrebbe dire con parole comuni.

L’Aglianico del Vulture 2011 di D’Angelo è un campione esemplare del carattere fiero e profondo della terra vulcanica da cui nasce, della roca potenza dell’Aglianico, del cuore grande della gente orgogliosa che si ostina a dargli forma ogni anno. Un incontro che non si può mancare.

Il Sicilia IGT Nero d’Avola 2003 Neromaccarj di Gulfi è uno dei più grandi Nero d’Avola mai prodotti, figlio di un’annata infuocata dal sole, giunto alla sua piena maturità, pronto a raccontare le storie torride e suggestive del Mediterraneo più profondo.

 

Vi aspetto giovedì 15 dicembre al numero 4 di Piazza della Motta, nel salone auditorio dell’ex Liceo Musicale, alle ore 21:00.

Per segnalare l’adesioni a questa serata, come sempre aperta a tutti e non solo ai frequentatori dei corsi, potete lasciare una riga qui oppure scrivere a ilgustodelvino@email.it

A presto

Rossano

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