Feeds:
Articoli
Commenti

costit-italiana-1Durante l’ultima degustazione di giovedì scorso dedicata ai vini di Valtellina e poi ampliata al tema dei Nebbiolo delle valli alpine con l’aggiunta di una bottiglia di Donnas 2012, evidentemente in preda ai fumi alcolici inflitti dai 15 gradi dello Sforzato di Rainoldi, scherzosamente ho promesso che se domenica avesse vinto il no avrei offerto una bottiglia di Barolo del 1964. Io in realtà puntavo ad avere una qualche scusa per mettere mano allo scaffale delle bottiglie over 50, domenica è andata come è andata, ed eccoci qui… Continua a leggere »

Annunci

valtellina-arpepe

La Valtellina è uno dei tre soli terroir eletti a sua privilegiata dimora dal re dei vitigni abacca nera, il Nebbiolo. Le Langhe, cuore della produzione odierna che culmina con le due celebri denominazioni di Barolo e Barbaresco, sono la zona oggi la zona certamente più famosa. L’Alto Piemonte, oggi ristretto ad un numero limitato di ettari e di aziende distribuite su un areale piuttosto vasto, è disseminato di preziose denominazioni fra le quali spicca quella di Gattinara, ritenuta fino alla prima metà del secolo scorso di pari statura in tutto a quella di Barolo, e anche oggi stimata dagli appassionati più attenti non da meno quanto a vette qualitative assolute. La Valtellina, segnata dal territorio montano più impervio Continua a leggere »

primitivo.jpgQuello che vedete qui a fianco e uno dei francobolli dedicati alle eccellenze del Made in Italy, fra le quali il vino spicca per distinzione qualitativa e dinamicità sui mercati di tutto il mondo. Fra i grandi vini italiani il Primitivo sta acquisendo sempre più il ruolo di vitigno di primo piano, dopo lunghi anni in cui veniva considerato più macchina da grado alcolico che vitigno di personalità e carattere. In effetti la ricchezza zuccherina degli acini di Primitivo è fenomenale, al punto da avere dato vita ad una tipologia, quella del Dolce Naturale a cui è dedicato anche il francobollo, che ben pochi altri vitigni sono in grado di sostenere. Si tratta infatti di un vino in grado di raggiungere livelli zuccherini altissimi Continua a leggere »

merovingio-haut-brion-1952

                                                      Matrix Reloaded                            Il Merovingio degusta Haut Brion 1952

Giovedì scorso eravamo solo in sei, purtroppo il sistema di diffusione delle e-mail non ha funzionato a dovere e ha raggiunto solo una piccolissima parte dei destinatari. Mi scuso per l’inconveniente e spero che non debba presentarsi di nuovo in futuro. Dunque la prima degustazione dell’anno è andata in scena a ranghi ridotti, dei partecipanti quindi anche dei vini degustati. Dei quattro Cabernet Sauvignon previsti abbiamo così stappato Continua a leggere »

bicchieeeeeeeeeeriDopo una pausa piuttosto lunga e approfittando del inizio di inverno più mite che si ricordi, riprendono le serate del giovedì in compagnia del grande vino nella storica sede di Piazza della Motta, nel cuore di Varese. L’ultimo corso autunnale appena concluso, particolarmente numeroso con quasi quaranta partecipanti, raccoglie il testimone ormai lungamente sospeso dell’ultima degustazione annunciata su questo blog, quella dedicata ai Cabernet Sauvignon del mondo, e come tradizione l’invito è esteso a tutti gli amici dei vecchi corsi e a tutte le persone che, anche del tutto inesperte delle cose della degustazione, scoprano di avere la curiosità di conoscere più da vicino la voce che parla da dentro i calici del vino.

Questo primo ciclo della nuova stagione, sempre composto da tre serate a tema, spazierà davvero in ogni dove. Dalla Francia bordolese da cui proviene il Cabernet Sauvignon Continua a leggere »

WineWarsCopia&incolla. Probabilmente per il Cabernet Sauvignon sarebbe questa una metafora davvero aggiornata alla contemporaneità fluida in cui siamo immersi, alla modernità di cui il Cabernet Sauvignon è stato a lungo l’emblema assoluto in campo vitivinicolo. Dunque in pieno stile social 2.0 copincolliamone da Wikipedia la definizione:

“Il Cabernet-sauvignon è un vitigno di origine bordolese, nelle zone del Médoc e del Graves-Saint-Amant, ed è senz’altro la varietà più rinomata al mondo per la produzione di vini di grande qualità e longevità[1].”

non senza tralasciare di andare a verificare a cosa si riferisce la nota [1], dalla quale scopriamo che in realtà… Continua a leggere »

monlealeI Colli Tortonesi sono un angolo di Piemonte insinuato fra la Liguria, la Lombardia e l’Emilia, ma non fanno parte né del Monferrato, né dell’Oltrepò, né del Piacentino. Rispetto a queste tre zone vitivinicole confinanti, più ampie e dalle antiche tradizioni, che pure contribuiscono alla produzione locale con diversi vitigni e tipologie di vini, il Tortonese ha sempre mantenuto un’identità vitivinicola distinta, che tuttavia è rimasta a lungo sottotraccia, spesso superata dalla fama di altre specialità d’eccellenza come la Fragola Profumata di Tortona o le Pesche di Volpedo. A cambiare volto a questo quadro ha provveduto l’istinto visionario di Walter Massa, vignaiolo di passione e intelletto Continua a leggere »